Ciao Tripy,
in questi lungo viaggio che abbiamo fatto insieme ti ho spesso parlato di tua nonna, nonché mia madre. Mi sono sfogata, ti ho raccontato tante cose di lei e del nostro rapporto, di come è cambiato negli anni e di come è oggi. Credo che il rapporto madre/figlia sia una delle cose più complicate da gestire.
Oggi però, vorrei parlarti di tuo nonno, ovvero, di mio padre.
Mio padre è stato un grande padre, molto presente, affettuoso e premuroso, estremamente rassicurante, giocoso ma allo stesso tempo serio e affidabile…
Se ripenso a quando ero piccola il ricordo che ho di lui è davvero invidiabile.
Lo amavo, come solo una figlia femmina sa amare suo padre, e la mattina, unico momento in cui avevo il permesso di intrufolarmi nel lettone, mentre mia madre preparava il caffè, per il solo fatto di essere da sola con lui, mi sentivo onnipotente: lui era il mio principe ed io la sua unica incontrastata principessa.
Sono cresciuta con lui accanto e questo mi ha sempre dato un’incredibile e profondo senso di sicurezza.
Per lui ero la figlia preferita, purtroppo non lo ha mai nascosto, ero il suo soldatino obbediente, che rispettava le sue regole e non si poneva domande: lui decideva io eseguivo.
Poi però, com’è naturale, ho continuato a crescere e sono diventata una donna adulta e ho sentito la necessità di fare le mie scelte, non sempre in accordo con le sue, ho provato a volare con le mie ali, ho voluto costruire una mia famiglia… e lui, deluso forse dal mio “tradimento”, quando ha capito che non mi bastava più, si è sentito ferito, allontanato, rifiutato, e si è chiuso nel suo guscio.
Quando ho conosciuto tuo padre e quando mi sono trasferita a vivere con lui, a 60 kilometri dalla città dove vivevo prima, mio padre all’inizio ne è stato felice, non tanto per lui quanto per me, per la gioia che vedeva finalmente nei miei occhi. Ma poi con il tempo, ha fatto capolino in lui la consapevolezza che non sarei stata il bastone della loro vecchiaia, cosa che mi era sempre stata ripetuta per ogni giorno della mia vita, fin da quando ero ancora una bambina innocente, che non poteva comprendere il significato pesante di quelle parole. A poco a poco il suo atteggiamento è cambiato e lui ha cominciato a subire il distacco rendendosi conto ogni giorno un po’ di più, che lui e mia madre, non potevano più essere al centro della mia vita, come invece erano sempre stati e questo pensiero si è insinuato fra di noi, come un potente veleno.
Giorno dopo giorno, inconsciamente credo che una parte di lui abbia cominciato a sperare che quell’uomo, tuo padre, non mi rendesse più così felice, perché in quel caso io sarei stata di nuovo il suo soldatino obbediente e sarei tornata a vivere con loro, nella loro casa e tutto, secondo lui, sarebbe potuto essere come prima.
Ma tuo padre Tripy mi ha sempre resa felice… e per me ora “casa” ha un solo significato: è quella dove viviamo e dove presto vivrai anche tu.
Da quando sono andata via tuo nonno Tripy si è lasciato andare ed ha cominciato a invecchiare alla velocità della luce: e stato come se la mia presenza avesse rallentato il naturale processo di invecchiamento. Io ho assistito impotente al lento degenerare della vita, triste ma consapevole, che non potevo fare nulla per fermare l’inesorabile avanzamento del tempo.
Un po’ alla volta lui è cambiato, si è trasformato nell’uomo che conoscerai e che sarà tuo nonno Tripy, ma che io stento a riconoscere in quello che era mio padre.
Il nostro rapporto non è nemmeno l’ombra di quello che era: non c’è dialogo e ad essere realisti non c’è nemmeno un vero e proprio rapporto e questo mi dispiace profondamente.
Oggi sento la sua rabbia nei miei confronti e nei confronti dell’uomo che, dal suo punto di vista, mi ha portata via… vivo il suo allontanamento, vedo la sua chiusura nei miei confronti e ne sono dispiaciuta.
Vorrei poter fare qualcosa, ho provato a scrivergli una lettera, spiegandogli che avevo ancora bisogno di lui, che avrei tante cose da dirgli, ma non è servito a niente e niente è cambiato.
Oggi nei suoi occhi stanchi, vedo solo tanta stanchezza e forse anche la rassegnazione per aver condiviso la sua vita con una donna che lui ha amato molto, ma che era molto, forse troppo, diversa da lui per poterlo rendere felice, e che nel tempo è riuscita a spegnere anche la sua vena creativa, la sua vitalità e la sua energia.
Non ho deciso di dirti queste cose per rattristarti Tripy, ma solo perché vorrei che tu sapessi che il nonno che conoscerai non è il padre che ho avuto io e che avrei voluto tu avessi per nonno.
Vorrei che tu non dimenticassi mai che dietro a quell’uomo anziano, stanco, ferito e deluso, una volta c’era un grande uomo, che come tutti ha commesso degli errori, ma che è sempre stato mosso dal desiderio di renderci felici.
martedì 5 ottobre 2010
lunedì 4 ottobre 2010
… e cerco di non pensare
In questi ultimi giorni sembro posseduta da un morbo che mi impedisce di stare ferma. Faccio di tutto: lavatrici su lavatrici, riordino, metto a posto i panni, invento cose nuove da cucire…
È l’unico modo per riuscire a sopravvivere a quest’attesa estenuante che mi sta logorando la mente.
Quando comincia a lavorare il cervello mi assalgono i dubbi, le paure… e tutto ciò che fino a ieri non mi preoccupava minimamente ora mi terrorizza.
L’altra sera in preda all’ennesimo attacco di malinconia, ho guardato tuo padre e gli ho detto che ero triste, perché sono le ultime serate che passiamo da soli.
E lui… grandioso… mi ha rassicurata guardando la mia pancia e dicendomi “è tanto ormai che non siamo soli”.
Già, che dire se non che anche questa volta tuo padre ha fatto centro!
È l’unico modo per riuscire a sopravvivere a quest’attesa estenuante che mi sta logorando la mente.
Quando comincia a lavorare il cervello mi assalgono i dubbi, le paure… e tutto ciò che fino a ieri non mi preoccupava minimamente ora mi terrorizza.
L’altra sera in preda all’ennesimo attacco di malinconia, ho guardato tuo padre e gli ho detto che ero triste, perché sono le ultime serate che passiamo da soli.
E lui… grandioso… mi ha rassicurata guardando la mia pancia e dicendomi “è tanto ormai che non siamo soli”.
Già, che dire se non che anche questa volta tuo padre ha fatto centro!
domenica 3 ottobre 2010
In rampa di lancio
La pancia è decisamente scesa.
Io me ne accorta subito, del resto è piuttosto evidente e non ci vuole certo un’analisi accurata per rendersene conto.
Faccio fatica a camminare, direi che più che camminare, mi trascino.
Ho un’autonomia dal bagno limitatissima.
Comincio ad avere le prime contrazioni.
Ormai è ufficiale: stai per arrivare Tripy…
Io me ne accorta subito, del resto è piuttosto evidente e non ci vuole certo un’analisi accurata per rendersene conto.
Faccio fatica a camminare, direi che più che camminare, mi trascino.
Ho un’autonomia dal bagno limitatissima.
Comincio ad avere le prime contrazioni.
Ormai è ufficiale: stai per arrivare Tripy…
sabato 2 ottobre 2010
Dormo poco, rutto molto.
Il titolo di questo post potrebbe tranquillamente essere il riassunto delle mie notti.
Ormai il tuo peso e le tue dimensioni si fanno notare ed io faccio una gran fatica a dormire e a digerire. Le due cose di notte si coalizzano e per me è finita.
Dedico le ore notturne a meditare… come se quelle di diurne non fossero già sufficienti…
E così mi ritrovo nel cuore della notte a pensare, a farmi domande, a cercare risposte, a tentare di chiarirmi le idee… e nel frattempo mi giro e mi rigiro nel letto, tentando invano di riuscire ad addormentarmi.
In tutto ciò naturalmente anche papino non riesce a dormire…
Sì, Tripy, lo so che anche tu non dormi, non c’è bisogno di sottolinearlo, ti assicuro che ormai i tuoi movimenti si sentono forti e chiari e non hanno bisogno di sottotitoli.
A proposito… sei dentro la 37esima settimana!
Vediamo un po’ che succede lì dentro e, perché no, anche qui fuori…
Alla 37° settimana di gravidanza avete completato il periodo della gestazione. Ora il bambino potrebbe nascere in qualsiasi momento. Potreste comunque avere ancora 2 o 3 settimane d’attesa prima del parto. Voi e il bimbo state comunque ancora crescendo e mettendo su peso. (Ne avevo il vago sospetto…).
Siete al culmine della vostra gravidanza e probabilmente vi sentite molto stanche ed esauste. Ora siete diventate davvero grandi e con un ventre gigantesco. (Sì, lo confermo).
Vi dovreste sentire molto pesanti e potreste avere difficoltà nel camminare. Questo potrebbe anche essere causato dallo spostamento del bimbo in posizione di nascita. Il vostro utero si è espanso considerevolmente ed è divenuto circa mille volte più grande del suo volume originario. (Meglio non chiedersi come farà a ritornare alle sue dimensioni originali…).
Noterete con grande sorpresa, di riuscire a recuperare la vostra forma naturale già pochi giorni dopo la nascita. (Ma figurati!).
I futuri genitori dovrebbero essere pronti con una borsa di vestiti materni per la madre e una di vestiti per il bimbo. (Oppure una sola con un piccolo spazio dedicato alla futura mamma e tutto il resto a totale disposizione del neonato…).
Il bimbo sta ingrassando molto velocemente durante la 37° settimana di gravidanza. Il grasso viene depositato sulle guance, ginocchia e gomiti, che diventano tutti increspati a causa della gran quantità di lipidi sotto cute. (ma le guance non andavano già bene così?).
Il bambino sta aumentando di peso alla velocità di circa 200 g al giorno, diventando sempre più paffuto. La pelle inizia a perdere velocemente il suo aspetto grinzoso ed il suo colore diventa più rosa. Il bambino respira molto bene in questo stadio. Il suo sviluppo è quasi completo e lui/lei è pronto per la nascita. Il suo peso è di circa 2,8 – 3 Kg e la sua lunghezza è di circa 48-50 cm. (Abbiamo già detto di sorvolare sui particolari dimensioni/peso).
Il cambiamento più significativo in questa fase è il posizionamento del piccolo per la nascita. La madre sentirà una maggiore pressione nella parte bassa dell’addome. Questo processo è chiamato ingaggio o alleggerimento. Il bimbo si muoverà e posizionerà se stesso in previsione del parto. Scenderà in basso e la sua testa si fermerà a livello della fossa all’interno dell’osso pelvico materno. La testa rivolta verso il basso è la posizione più comune e caratterizza il 95% delle nascite. Il piccino può posizionarsi anche in molti altri modi, come di faccia, di spalla, di traverso, o di sedere. (Questo alleggerimento o ingaggio fa sì che la mamma debba andare in bagno ogni 10 minuti circa).
I capelli del bimbo sono cresciuti abbastanza in questo periodo. Alcuni bimbi hanno una crescita di capelli molto elevata mentre altri invece possono averne molto pochi o non averli affatto. (Mi raccomando Tripy, ci siamo capite, vero?).
Alla 37° settimana siete al termine o quasi della vostra gravidanza. La nascita può avvenire in qualsiasi momento. Il bimbo che viene partorito in questo periodo è completamente maturo. Continuerete ad ingrassare, dato che il piccolo sta continuando a crescere e a svilupparsi. (Ancora? Fra un po’ faccio il botto!).
L’altro significativo cambiamento del vostro corpo è l’aumento delle dimensioni del seno. Il seno è diventato più pesante e pieno, grazie ai cambiamenti ormonali. Potrebbe essere più sensibile e dare leggermente fastidio. In alcune donne, in questo periodo inizia a far fuoriuscire il colostro. Ci potrebbero essere fessure nei capezzoli. (Questo mi manca).
Potrebbe prudervi e pizzicare molto l’addome a causa dello stiramento dei muscoli dello stomaco. Altri cambiamenti includono un aumento della stanchezza e dell’inquietudine, mancanza di sonno, minzione frequente, alta pressione sanguigna, aumento dei livelli di zucchero nel sangue, emorroidi, mal di schiena, mal di testa e così via. (di queste cose ne ho una buona parte).
Siete vicine alla fine della gravidanza e potreste sentirvi come se l’attesa fosse interminabile, e contare i giorni che passano. Capirete una volta giunte al termine, che la gioia della nascita valeva davvero la pena del lungo periodo di gestazione. Dimenticherete tutti i dolori, i malanni e lo sconforto quando vedrete e sentirete il vostro bimbo. (Speriamo…).
Tutti i malesseri leggeri scompariranno dopo la nascita, dato che sono generalmente temporanei. (Con un parto cesareo ahimè non sarà così facile e veloce la ripresa…).
Conclusioni: siamo davvero in dirittura di arrivo…
Ormai il tuo peso e le tue dimensioni si fanno notare ed io faccio una gran fatica a dormire e a digerire. Le due cose di notte si coalizzano e per me è finita.
Dedico le ore notturne a meditare… come se quelle di diurne non fossero già sufficienti…
E così mi ritrovo nel cuore della notte a pensare, a farmi domande, a cercare risposte, a tentare di chiarirmi le idee… e nel frattempo mi giro e mi rigiro nel letto, tentando invano di riuscire ad addormentarmi.
In tutto ciò naturalmente anche papino non riesce a dormire…
Sì, Tripy, lo so che anche tu non dormi, non c’è bisogno di sottolinearlo, ti assicuro che ormai i tuoi movimenti si sentono forti e chiari e non hanno bisogno di sottotitoli.
A proposito… sei dentro la 37esima settimana!
Vediamo un po’ che succede lì dentro e, perché no, anche qui fuori…
Alla 37° settimana di gravidanza avete completato il periodo della gestazione. Ora il bambino potrebbe nascere in qualsiasi momento. Potreste comunque avere ancora 2 o 3 settimane d’attesa prima del parto. Voi e il bimbo state comunque ancora crescendo e mettendo su peso. (Ne avevo il vago sospetto…).
Siete al culmine della vostra gravidanza e probabilmente vi sentite molto stanche ed esauste. Ora siete diventate davvero grandi e con un ventre gigantesco. (Sì, lo confermo).
Vi dovreste sentire molto pesanti e potreste avere difficoltà nel camminare. Questo potrebbe anche essere causato dallo spostamento del bimbo in posizione di nascita. Il vostro utero si è espanso considerevolmente ed è divenuto circa mille volte più grande del suo volume originario. (Meglio non chiedersi come farà a ritornare alle sue dimensioni originali…).
Noterete con grande sorpresa, di riuscire a recuperare la vostra forma naturale già pochi giorni dopo la nascita. (Ma figurati!).
I futuri genitori dovrebbero essere pronti con una borsa di vestiti materni per la madre e una di vestiti per il bimbo. (Oppure una sola con un piccolo spazio dedicato alla futura mamma e tutto il resto a totale disposizione del neonato…).
Il bimbo sta ingrassando molto velocemente durante la 37° settimana di gravidanza. Il grasso viene depositato sulle guance, ginocchia e gomiti, che diventano tutti increspati a causa della gran quantità di lipidi sotto cute. (ma le guance non andavano già bene così?).
Il bambino sta aumentando di peso alla velocità di circa 200 g al giorno, diventando sempre più paffuto. La pelle inizia a perdere velocemente il suo aspetto grinzoso ed il suo colore diventa più rosa. Il bambino respira molto bene in questo stadio. Il suo sviluppo è quasi completo e lui/lei è pronto per la nascita. Il suo peso è di circa 2,8 – 3 Kg e la sua lunghezza è di circa 48-50 cm. (Abbiamo già detto di sorvolare sui particolari dimensioni/peso).
Il cambiamento più significativo in questa fase è il posizionamento del piccolo per la nascita. La madre sentirà una maggiore pressione nella parte bassa dell’addome. Questo processo è chiamato ingaggio o alleggerimento. Il bimbo si muoverà e posizionerà se stesso in previsione del parto. Scenderà in basso e la sua testa si fermerà a livello della fossa all’interno dell’osso pelvico materno. La testa rivolta verso il basso è la posizione più comune e caratterizza il 95% delle nascite. Il piccino può posizionarsi anche in molti altri modi, come di faccia, di spalla, di traverso, o di sedere. (Questo alleggerimento o ingaggio fa sì che la mamma debba andare in bagno ogni 10 minuti circa).
I capelli del bimbo sono cresciuti abbastanza in questo periodo. Alcuni bimbi hanno una crescita di capelli molto elevata mentre altri invece possono averne molto pochi o non averli affatto. (Mi raccomando Tripy, ci siamo capite, vero?).
Alla 37° settimana siete al termine o quasi della vostra gravidanza. La nascita può avvenire in qualsiasi momento. Il bimbo che viene partorito in questo periodo è completamente maturo. Continuerete ad ingrassare, dato che il piccolo sta continuando a crescere e a svilupparsi. (Ancora? Fra un po’ faccio il botto!).
L’altro significativo cambiamento del vostro corpo è l’aumento delle dimensioni del seno. Il seno è diventato più pesante e pieno, grazie ai cambiamenti ormonali. Potrebbe essere più sensibile e dare leggermente fastidio. In alcune donne, in questo periodo inizia a far fuoriuscire il colostro. Ci potrebbero essere fessure nei capezzoli. (Questo mi manca).
Potrebbe prudervi e pizzicare molto l’addome a causa dello stiramento dei muscoli dello stomaco. Altri cambiamenti includono un aumento della stanchezza e dell’inquietudine, mancanza di sonno, minzione frequente, alta pressione sanguigna, aumento dei livelli di zucchero nel sangue, emorroidi, mal di schiena, mal di testa e così via. (di queste cose ne ho una buona parte).
Siete vicine alla fine della gravidanza e potreste sentirvi come se l’attesa fosse interminabile, e contare i giorni che passano. Capirete una volta giunte al termine, che la gioia della nascita valeva davvero la pena del lungo periodo di gestazione. Dimenticherete tutti i dolori, i malanni e lo sconforto quando vedrete e sentirete il vostro bimbo. (Speriamo…).
Tutti i malesseri leggeri scompariranno dopo la nascita, dato che sono generalmente temporanei. (Con un parto cesareo ahimè non sarà così facile e veloce la ripresa…).
Conclusioni: siamo davvero in dirittura di arrivo…
venerdì 1 ottobre 2010
Oggi è malinconia!
Ho appena letto questa frase “oggi è malinconia” nella pagina di facebook di zia Yle e non posso che darle ragione.
Anche per me oggi è malinconia e il tempo uggioso non ha di certo aiutato in questo senso.
Guardo la mia pancia che sembra dover esplodere da un momento all’altro, ti sento muovere e penso che fra pochi giorni tutto questo non ci sarà più. Certo, è vero, ci sarai tu in carne ed ossa… ma nel frattempo mi assale un senso di tristezza.
Anche questo blog presto non avrà più ragione di esistere, forse ne inizierò un altro ma… non sarà la stessa cosa.
Eh sì, mi sa che zia Yle ha fatto centro: oggi è proprio malinconia!
Anche per me oggi è malinconia e il tempo uggioso non ha di certo aiutato in questo senso.
Guardo la mia pancia che sembra dover esplodere da un momento all’altro, ti sento muovere e penso che fra pochi giorni tutto questo non ci sarà più. Certo, è vero, ci sarai tu in carne ed ossa… ma nel frattempo mi assale un senso di tristezza.
Anche questo blog presto non avrà più ragione di esistere, forse ne inizierò un altro ma… non sarà la stessa cosa.
Eh sì, mi sa che zia Yle ha fatto centro: oggi è proprio malinconia!
Figli
Quando ci affacciamo per la prima volta alla vita, fin dai primi vagiti, siamo subito figli.
Nessuno ce lo dice, nessuno ce lo spiega, nessuno ce lo insegna.
Nasciamo ed automaticamente ricopriamo il ruolo di figli.
Figli desiderati o rifiutati.
Figli cercati o capitati.
Figli naturali o adottati.
Figli legittimi o illegittimi.
Figli maschi o figlie femmine.
Non fa differenza quale sia il nostro gruppo di appartenenza, siamo tutti figli.
Io fino ad oggi nella mia vita sono sempre stata una figlia.
È l’unica cosa che ho sempre fatto e che so fare e a volte, a giudicare dal risultato, nemmeno troppo bene…
Prima che questo mese di ottobre, iniziato oggi, sia finito, io sarò madre.
Non smetterò per questo di essere figlia, almeno non fino a quando i miei genitori saranno vivi, ma comincerò anche ad essere madre.
E questo ruolo, nuovo, sconosciuto… mi resterà attaccato come una seconda pelle, per tutta la vita.
Tu crescerai, diventerai grande, davanti ai miei occhi ti trasformerai da bambina in piccola donna, farai le tue scelte, commetterai i tuoi errori, godrai delle tue vittorie, ma ovunque tu sarai, qualsiasi cosa diventerai, qualsiasi scelta farai io resterò sempre e per sempre tua madre.
Nessuno ce lo dice, nessuno ce lo spiega, nessuno ce lo insegna.
Nasciamo ed automaticamente ricopriamo il ruolo di figli.
Figli desiderati o rifiutati.
Figli cercati o capitati.
Figli naturali o adottati.
Figli legittimi o illegittimi.
Figli maschi o figlie femmine.
Non fa differenza quale sia il nostro gruppo di appartenenza, siamo tutti figli.
Io fino ad oggi nella mia vita sono sempre stata una figlia.
È l’unica cosa che ho sempre fatto e che so fare e a volte, a giudicare dal risultato, nemmeno troppo bene…
Prima che questo mese di ottobre, iniziato oggi, sia finito, io sarò madre.
Non smetterò per questo di essere figlia, almeno non fino a quando i miei genitori saranno vivi, ma comincerò anche ad essere madre.
E questo ruolo, nuovo, sconosciuto… mi resterà attaccato come una seconda pelle, per tutta la vita.
Tu crescerai, diventerai grande, davanti ai miei occhi ti trasformerai da bambina in piccola donna, farai le tue scelte, commetterai i tuoi errori, godrai delle tue vittorie, ma ovunque tu sarai, qualsiasi cosa diventerai, qualsiasi scelta farai io resterò sempre e per sempre tua madre.
Rutti e risucchi
Stanotte non mi dai pace, ti muovi in continuazione e sento i miei organi risucchiati a destra e sinistra dai tuoi spostamenti.
Il mio stomaco, schiacciato e relegato in un angolo, si difende come può, tentando disperatamente di svuotarsi, buttando fuori l’aria sotto forma di rutti.
Faccio un ultimo disperato tentativo: scendo a fare uno spuntino notturno, nella speranza che placando lo stimolo della fame, anche tutto il resto, te compresa, si plachi, ed io riesca, finalmente, a dormire un’oretta.
P.s. Se ci riuscisse anche tuo padre, che naturalmente domattina deve andare a lavorare, non sarebbe male…
Il mio stomaco, schiacciato e relegato in un angolo, si difende come può, tentando disperatamente di svuotarsi, buttando fuori l’aria sotto forma di rutti.
Faccio un ultimo disperato tentativo: scendo a fare uno spuntino notturno, nella speranza che placando lo stimolo della fame, anche tutto il resto, te compresa, si plachi, ed io riesca, finalmente, a dormire un’oretta.
P.s. Se ci riuscisse anche tuo padre, che naturalmente domattina deve andare a lavorare, non sarebbe male…
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