Sai Tripy,
ho appena realizzato una cosa: dopo aver passato i primi tre mesi a vomitare e a lamentarmi per i più svariati motivi, ora so già che il periodo della gravidanza, questa pancia, e soprattutto i tuoi movimenti mi mancheranno da morire.
Incredibile, vero?
giovedì 10 giugno 2010
Morfologica
Ciao Tripy,
non ricordo se te lo avevo già detto ma più tardi ti vediamo. Sì, oggi è il giorno della morfologica, ecografia speciale della durata di tre quarti d’ora, in cui vedremo bene le tue ossa, il tuo cuoricino, il tuo cervello e con buona probabilità anche la tua faccia.
Quindi tu preparati e sappi che nel pomeriggio ci sarà qualche incursione dalle tue parti, quindi se senti qualcosa di diverso, una leggera pressione dall’esterno, non preoccuparti, sono mamma e papà che curiosano un po’.
E fatti bella! Mi raccomando, mettiti in posa! A doooopo
non ricordo se te lo avevo già detto ma più tardi ti vediamo. Sì, oggi è il giorno della morfologica, ecografia speciale della durata di tre quarti d’ora, in cui vedremo bene le tue ossa, il tuo cuoricino, il tuo cervello e con buona probabilità anche la tua faccia.
Quindi tu preparati e sappi che nel pomeriggio ci sarà qualche incursione dalle tue parti, quindi se senti qualcosa di diverso, una leggera pressione dall’esterno, non preoccuparti, sono mamma e papà che curiosano un po’.
E fatti bella! Mi raccomando, mettiti in posa! A doooopo
mercoledì 9 giugno 2010
... e abbiamo scollinato...
Quota 21 settimana. Siamo nella seconda parte della gravidanza.
Quasi non ci credo che siano passate già venti settimane.
Dicono che in questo periodo la tua veloce crescita sia rimpiazzata dalla fase di rapido aumento del peso (ammetto che un po’ mi preoccupa…).
Mentre il pancione cresce e si vede bene, leggo che tu continui a nuotare nella tua piscina, piena di liquido amniotico. Al termine del secondo trimestre, la maggior parte dei feti si stabilizza in una determinata posizione, si solito con la testa all’ingiù. Alcuni feti si rigirano solo alla fine della gravidanza e circa il 3-4% di loro rimane nella cosiddetta presentazione podalica, con il sederino all’ingiù. In ogni modo tu ora, piccola gigante, misuri quasi 26 centimetri e pesi 300 grammi. (questo dicono…)
Tra gli organi ora cresce e si sta rafforzando specialmente il cuore.
Il fatto interessante è che le tue gambette si sono allungate abbastanza e ora sono quasi proporzionate al corpo e alle braccia. Anche le altre parti del corpo sono sempre più proporzionate.
A questo punto la circolazione sanguigna del bambino sta funzionando abbastanza bene.
Il cordone ombelicale continua a diventare più spesso e più lungo, dato che il sangue viaggia sempre con più vigore attraverso il tuo corpicino.
Durante questo trimestre tu diventerai più grande (che ovvietà) e la placenta al momento è quasi della tua stessa grandezza.
Durante questa settimana il tuo sistema digerente matura e cresce, rilassando e contraendo l’intestino e facendo pratica ingoiando il liquido amniotico.
Molti bimbi a volte iniziano ad avere il singhiozzo, cosa abbastanza divertente perché la mamma sentirà dei piccoli movimenti ripetitivi nell’addome 8anche io li voglio sentire!!!).
Le sopracciglia e le palpebre sono completamente sviluppate e le unghie coprono completamente le dita.
Il bimbo a questo punto sente le vostre conversazioni e può ascoltarvi mentre parlate, leggete o cantate (allora è decisamente meglio che io eviti di cantare…).
Dicono che da ora sia possibile comunicare con il feto e sviluppare un legame con lui/lei in questo periodo… e chi lo fa da sempre???
Quasi non ci credo che siano passate già venti settimane.
Dicono che in questo periodo la tua veloce crescita sia rimpiazzata dalla fase di rapido aumento del peso (ammetto che un po’ mi preoccupa…).
Mentre il pancione cresce e si vede bene, leggo che tu continui a nuotare nella tua piscina, piena di liquido amniotico. Al termine del secondo trimestre, la maggior parte dei feti si stabilizza in una determinata posizione, si solito con la testa all’ingiù. Alcuni feti si rigirano solo alla fine della gravidanza e circa il 3-4% di loro rimane nella cosiddetta presentazione podalica, con il sederino all’ingiù. In ogni modo tu ora, piccola gigante, misuri quasi 26 centimetri e pesi 300 grammi. (questo dicono…)
Tra gli organi ora cresce e si sta rafforzando specialmente il cuore.
Il fatto interessante è che le tue gambette si sono allungate abbastanza e ora sono quasi proporzionate al corpo e alle braccia. Anche le altre parti del corpo sono sempre più proporzionate.
A questo punto la circolazione sanguigna del bambino sta funzionando abbastanza bene.
Il cordone ombelicale continua a diventare più spesso e più lungo, dato che il sangue viaggia sempre con più vigore attraverso il tuo corpicino.
Durante questo trimestre tu diventerai più grande (che ovvietà) e la placenta al momento è quasi della tua stessa grandezza.
Durante questa settimana il tuo sistema digerente matura e cresce, rilassando e contraendo l’intestino e facendo pratica ingoiando il liquido amniotico.
Molti bimbi a volte iniziano ad avere il singhiozzo, cosa abbastanza divertente perché la mamma sentirà dei piccoli movimenti ripetitivi nell’addome 8anche io li voglio sentire!!!).
Le sopracciglia e le palpebre sono completamente sviluppate e le unghie coprono completamente le dita.
Il bimbo a questo punto sente le vostre conversazioni e può ascoltarvi mentre parlate, leggete o cantate (allora è decisamente meglio che io eviti di cantare…).
Dicono che da ora sia possibile comunicare con il feto e sviluppare un legame con lui/lei in questo periodo… e chi lo fa da sempre???
martedì 8 giugno 2010
Eppur si muove...
È appena successo.
Ero qui, come spesso la sera, distesa sul letto, con le mani appoggiate sul ventre per percepire meglio i tuoi movimenti.
Ero qui, tranquilla e rilassata quando, per la prima volta, ho visto la mia pancia muoversi in maniera autonoma e sussultare solo da una parte.
Un paio di sobbalzi, non di più, ma evidenti, chiari, perfettamente visibili ad occhio nudo.
Ho capito subito che eri tu!
Ho chiamato tuo padre che è riuscito a vedere qualcosa ma molto meno di quello che ho potuto vedere io qualche istante prima, perché tu, nel frattempo, ti eri messa più calma.
Che incredibile sensazione: si può riassumere in una sola parola: impressionante!
Una richiesta: la prossima volta puoi farlo anche in presenza di papino?
Sai, non vorrei che mi prendesse per una visionaria… Grazie!
Ero qui, come spesso la sera, distesa sul letto, con le mani appoggiate sul ventre per percepire meglio i tuoi movimenti.
Ero qui, tranquilla e rilassata quando, per la prima volta, ho visto la mia pancia muoversi in maniera autonoma e sussultare solo da una parte.
Un paio di sobbalzi, non di più, ma evidenti, chiari, perfettamente visibili ad occhio nudo.
Ho capito subito che eri tu!
Ho chiamato tuo padre che è riuscito a vedere qualcosa ma molto meno di quello che ho potuto vedere io qualche istante prima, perché tu, nel frattempo, ti eri messa più calma.
Che incredibile sensazione: si può riassumere in una sola parola: impressionante!
Una richiesta: la prossima volta puoi farlo anche in presenza di papino?
Sai, non vorrei che mi prendesse per una visionaria… Grazie!
Il grande freddo
È successo tutto in un secondo, non potevo prevederlo e per questo non ero preparata.
Ero a far la spesa ieri pomeriggio, dovevano essere da poco passate le tre, quando improvvisamente ho sentito un odore forte, pungente, che in un instante mi è arrivato direttamente al cervello.
Non ho capito più niente, mi sono sentita mancare l’aria.
Mi è bastato poco per capire che era ammoniaca: ad una signora si era rovesciata una bottiglia, credo, sinceramente non sono tornata indietro per capire cosa fosse successo.
Ho pensato solo ad allontanarmi di lì, subito.
Ho pensato a te, che sicuramente stavi respirando quell’odore.
Ho pensato che poteva essere pericoloso che poteva farti male.
Ho avuto paura, tanta, e il grande freddo mi ha assalita.
Mi sono ripresa quasi subito e sono tornata a casa.
Ho tentato di pensare positivo o addirittura di non pensare.
Sono andata al parco con Heidi cercando di respirare aria pura.
Ma tu hai smesso di muoverti.
E io me ne sono accorta ma ho continuato a pensare che fosse solo una coincidenza.
Non ho detto niente a nessuno, nemmeno a Jacqueline che era al parco con me, nemmeno a zia Teresa che ho visto poco dopo, nemmeno a tuo padre che ho sentito per telefono…
Ho continuato a tenere le mani sul ventre e a chiederti di muoverti, per favore… ma tu niente…
Ho avuto paura di perderti.
Sono passate le ore e tuo padre è rientrato a casa, teso per il lavoro, ma ignaro di quello che ci era accaduto.
L’ho lasciato parlare e poi, con calma gli ho detto che avevo respirato ammoniaca e che non ti avevo più sentita muovere.
È rimasto paralizzato, con la forchetta in mano, zitto, immobile, con lo sguardo perso nel vuoto. Attimi di silenzio lunghi come un’eternità.
Poi si è alzato, è uscito fuori al balcone sempre senza dire nulla.
È ritornato dentro e si è seduto a tavola, ma sempre senza iniziare a mangiare.
Anche lui ha avuto paura di perderti.
Il grande freddo ha assalito anche lui.
Io ho tentato di tranquillizzarlo e mentre parlavo a lui, parlavo anche a me.
Poi tu ti sei mossa… un lieve fremito, ma sufficiente a farmi capire che eri viva.
Ho guardato tuo padre negli occhi è con un’improvvisa serenità ritrovata, gli ho detto: si è mossa, proprio ora.
Ma lui non mi ha creduta.
Ho preso la sua mano, titubante, e l’ho messa sul mio ventre sperando che tu ti muovessi ancora una volta.
E tu ti sei mossa: l’hai fatto per lui, lo so.
Grazie Tripy, e grazie per esserti mossa come non mai oggi: dopo il grande freddo, per scaldarci, di questo avevamo bisogno!
Ero a far la spesa ieri pomeriggio, dovevano essere da poco passate le tre, quando improvvisamente ho sentito un odore forte, pungente, che in un instante mi è arrivato direttamente al cervello.
Non ho capito più niente, mi sono sentita mancare l’aria.
Mi è bastato poco per capire che era ammoniaca: ad una signora si era rovesciata una bottiglia, credo, sinceramente non sono tornata indietro per capire cosa fosse successo.
Ho pensato solo ad allontanarmi di lì, subito.
Ho pensato a te, che sicuramente stavi respirando quell’odore.
Ho pensato che poteva essere pericoloso che poteva farti male.
Ho avuto paura, tanta, e il grande freddo mi ha assalita.
Mi sono ripresa quasi subito e sono tornata a casa.
Ho tentato di pensare positivo o addirittura di non pensare.
Sono andata al parco con Heidi cercando di respirare aria pura.
Ma tu hai smesso di muoverti.
E io me ne sono accorta ma ho continuato a pensare che fosse solo una coincidenza.
Non ho detto niente a nessuno, nemmeno a Jacqueline che era al parco con me, nemmeno a zia Teresa che ho visto poco dopo, nemmeno a tuo padre che ho sentito per telefono…
Ho continuato a tenere le mani sul ventre e a chiederti di muoverti, per favore… ma tu niente…
Ho avuto paura di perderti.
Sono passate le ore e tuo padre è rientrato a casa, teso per il lavoro, ma ignaro di quello che ci era accaduto.
L’ho lasciato parlare e poi, con calma gli ho detto che avevo respirato ammoniaca e che non ti avevo più sentita muovere.
È rimasto paralizzato, con la forchetta in mano, zitto, immobile, con lo sguardo perso nel vuoto. Attimi di silenzio lunghi come un’eternità.
Poi si è alzato, è uscito fuori al balcone sempre senza dire nulla.
È ritornato dentro e si è seduto a tavola, ma sempre senza iniziare a mangiare.
Anche lui ha avuto paura di perderti.
Il grande freddo ha assalito anche lui.
Io ho tentato di tranquillizzarlo e mentre parlavo a lui, parlavo anche a me.
Poi tu ti sei mossa… un lieve fremito, ma sufficiente a farmi capire che eri viva.
Ho guardato tuo padre negli occhi è con un’improvvisa serenità ritrovata, gli ho detto: si è mossa, proprio ora.
Ma lui non mi ha creduta.
Ho preso la sua mano, titubante, e l’ho messa sul mio ventre sperando che tu ti muovessi ancora una volta.
E tu ti sei mossa: l’hai fatto per lui, lo so.
Grazie Tripy, e grazie per esserti mossa come non mai oggi: dopo il grande freddo, per scaldarci, di questo avevamo bisogno!
lunedì 7 giugno 2010
Lo so, lo so, lo so…
Lo so, lo so, lo so… non mi dire niente e non fare quella faccia imbronciata che anche se non la vedo, so perfettamente che la stai facendo…
Non ti conviene, poi ti rimane la rughetta in mezzo alla fronte come alla tua mamma!
È vero, non posso negarlo, questo week end ho trascurato il blog… che dire a mia discolpa: che comunque ti ho pensata, che mi sono presa cura di te e ti ho coccolata quindi non dovresti lamentarti.
Come hai sicuramente letto da quelle poche righe che ti ho scritto, è stato un fine settimana molto piacevole, anche se ci sono state delle difficoltà, degli imprevisti e dei tentativi di sabotaggio.
Quali? Beh, intanto per cominciare diciamo che non era iniziato nel migliore dei modi… Tuo padre venerdì sera è tornato a casa dal lavoro nero, nero, nero, come poche volte l’ho visto, e di quelle poche, troppe sono negli ultimi mesi… Poi però è stato bravo, e si è davvero impegnato cercando di staccare la spina ed ha fatto il possibile per rilassarsi.
Sabato mattina, come sai, sono stata a Ravenna, dal mio punto di vista è stata una mattinata normale, ma ho scoperto solo ieri che, dal punto di vista dei tuoi nonni, è stata invece una mattinata assolutamente deludente, oltre ad essere l’ennesima dimostrazione del fatto che non gli voglio bene… Come perché? Pensa che io ho addirittura avuto il coraggio di sprecare un paio d’ore per andarmene in centro, invece di stare a casa con loro, magari seduta sul divano ad aspettare che mio padre sollevasse gli occhi dal giornale e decidesse di proferire qualche parola… che non fosse però il solito, incoraggiante, “che culo grosso che hai fatto…” Poteva bastare così, invece no, ho anche cercato di stare vicino, seppur da lontano, ad una cara amica ritrovata che purtroppo sta attraversando un momento difficile.
E non è mai facile vedere soffrire qualcuno a cui vuoi bene…
Queste però sono solo le difficoltà, gli imprevisti e i tentativi di sabotaggio, ma in questi due giorni c’è stato molto altro, molto di più e i momenti belli sono stati decisamente superiori in quantità e qualità a quelli meno belli.
Non mi resta che sperare che ci siano altri giorni come quelli appena trascorsi e altri momenti in cui la complicità fra tuo padre e me sia quella che ho vissuto in queste ultime ore.
Sono certa che a questo punto comprenderai le ragioni che mi hanno spinta a trascurare il blog, anche perché, il benessere di questo week end ha sicuramente giovate anche te. E poi non dimenticare mai che TVTB!
Non ti conviene, poi ti rimane la rughetta in mezzo alla fronte come alla tua mamma!
È vero, non posso negarlo, questo week end ho trascurato il blog… che dire a mia discolpa: che comunque ti ho pensata, che mi sono presa cura di te e ti ho coccolata quindi non dovresti lamentarti.
Come hai sicuramente letto da quelle poche righe che ti ho scritto, è stato un fine settimana molto piacevole, anche se ci sono state delle difficoltà, degli imprevisti e dei tentativi di sabotaggio.
Quali? Beh, intanto per cominciare diciamo che non era iniziato nel migliore dei modi… Tuo padre venerdì sera è tornato a casa dal lavoro nero, nero, nero, come poche volte l’ho visto, e di quelle poche, troppe sono negli ultimi mesi… Poi però è stato bravo, e si è davvero impegnato cercando di staccare la spina ed ha fatto il possibile per rilassarsi.
Sabato mattina, come sai, sono stata a Ravenna, dal mio punto di vista è stata una mattinata normale, ma ho scoperto solo ieri che, dal punto di vista dei tuoi nonni, è stata invece una mattinata assolutamente deludente, oltre ad essere l’ennesima dimostrazione del fatto che non gli voglio bene… Come perché? Pensa che io ho addirittura avuto il coraggio di sprecare un paio d’ore per andarmene in centro, invece di stare a casa con loro, magari seduta sul divano ad aspettare che mio padre sollevasse gli occhi dal giornale e decidesse di proferire qualche parola… che non fosse però il solito, incoraggiante, “che culo grosso che hai fatto…” Poteva bastare così, invece no, ho anche cercato di stare vicino, seppur da lontano, ad una cara amica ritrovata che purtroppo sta attraversando un momento difficile.
E non è mai facile vedere soffrire qualcuno a cui vuoi bene…
Queste però sono solo le difficoltà, gli imprevisti e i tentativi di sabotaggio, ma in questi due giorni c’è stato molto altro, molto di più e i momenti belli sono stati decisamente superiori in quantità e qualità a quelli meno belli.
Non mi resta che sperare che ci siano altri giorni come quelli appena trascorsi e altri momenti in cui la complicità fra tuo padre e me sia quella che ho vissuto in queste ultime ore.
Sono certa che a questo punto comprenderai le ragioni che mi hanno spinta a trascurare il blog, anche perché, il benessere di questo week end ha sicuramente giovate anche te. E poi non dimenticare mai che TVTB!
domenica 6 giugno 2010
Domenica non è sempre domenica
Eccoci qui, giunti alla fine di quella che è stata una bella domenica, fatta di cose normali, le stesse che incredibilmente riescono a trasformarla in una giornata speciale, una di quelle che ti scaldano l’anima e ti restano scolpite nel cuore.
Mattinata al parco con Heidi, Jacky e naturalmente, Chicco mentre Ricky era in giro in bicicletta. Dopo un pranzo casalingo in cui non ci siamo fatti mancare niente, (sì, è vero, non c’era il melone ma lo abbiamo degnamente sostituito con un’abbondante dose di “limetta”…), primo pomeriggio a ronfare sul divano in mezzo a tuo padre e ad Heidi (non potrei volere di meglio). Poi, quando il caldo non era più così terrificante siamo andati a passare un paio d’orette in spiaggia, accarezzati da una piacevolissima brezza marina. Al rientro, seconda gita al parco con Heidi & co. ed infine pizza per cena.
Tranquilla, serena, in ottima compagnia, ho trascorso una giornata 10 e lode, e tu con me… A domani piccoletta.
Mattinata al parco con Heidi, Jacky e naturalmente, Chicco mentre Ricky era in giro in bicicletta. Dopo un pranzo casalingo in cui non ci siamo fatti mancare niente, (sì, è vero, non c’era il melone ma lo abbiamo degnamente sostituito con un’abbondante dose di “limetta”…), primo pomeriggio a ronfare sul divano in mezzo a tuo padre e ad Heidi (non potrei volere di meglio). Poi, quando il caldo non era più così terrificante siamo andati a passare un paio d’orette in spiaggia, accarezzati da una piacevolissima brezza marina. Al rientro, seconda gita al parco con Heidi & co. ed infine pizza per cena.
Tranquilla, serena, in ottima compagnia, ho trascorso una giornata 10 e lode, e tu con me… A domani piccoletta.
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