Se non ho sbagliato per l’ennesima volta i miei conti, cosa non del tutto improbabile, oggi dovremmo essere a 200 giorni di gravidanza. Siamo ad un buon punto, considerando che una normale gravidanza dura 280 giorni. Vero è che a te non piacciono le cose normali, questo si è già capito, e non credo che arriveremo a festeggiare insieme i 200 giorni di “pancione”.
A proposito di “pancia”, tu sai che “tripita” in spagnolo significa pancina, mi sembrava di avertelo detto all’inizio, quando ho iniziato a chiamarti così. Beh ora è successo questo… ehmm, non so come dirtelo… A forza di chiamarti Tripy, ormai sei Tripy per tutti e anche quando nascerai, credo che tutti continueranno a chiamarti così… Sei molto arrabbiata?
Tripy? Dai su… non prendertela… preferivi Nunzia? O Saigon? Cooooooome forse sì?!? Ma Come puoi dire certe cose Tripy!!!
Comunque a proposito di “pancia”, ho un’altra cosa da dirti. Ma sai che oggi ho una famona assolutamente incontenibile? Ma che cavolo hai deciso di fare tu lì dentro, ingrassare mezzo chilo a settimana? Mi sento risucchiare anche lo stomaco… ora vado a mangiare qualcosa perché davvero, mi sento svenire.
Bilancia… preparati a superare i tuoi limiti…
martedì 3 agosto 2010
Tu ce la puoi fare!
Mi piace cucire. Sono “figlia d’arte”, ma di solito mi definisco assolutamente un’autodidatta. Non so se uso le tecniche giuste, ma la maggior parte delle volte il risultato che ottengo alla fine del lavoro, è quello che avevo pensato prima di cominciare e mi soddisfa pienamente. E questo è ciò che più conta!
Cucire mi rilassa, perdo la percezione del tempo che passa e non vorrei mai dover interrompere, non prima di aver portato a termine ciò a cui sto lavorando.
L’abbigliamento non è il mio forte e poi non potrei pensare di imbrigliare la mia creatività dietro ad un “banale” cartamodello ricalcato da un giornale.
Preferisco tendaggi, cuscini e copriletti e mi piace cimentarmi in progetti strani, ideati da me e spesso proprio per questo, più complicati.
Ogni volta di fronte ad un nuovo lavoro, penso e mi dico: “questa volta mi sa che hai esagerato! Cara Chiara, temo che difficilmente riuscirai a mettere in pratica la tua idea e penso proprio che sia di impossibile realizzazione!”
Ma io non sono abituata ad arrendermi e continuo a pensare a come poter superare gli ostacoli. Non cedo, non mollo e vado avanti con ostinazione e perseveranza.
E quando finalmente vedo il mio progetto finito, quando fra le mani ho l’oggetto prima immaginato e poi costruito da me, mi sento e sono estremamente soddisfatta!
Certo è vero, a volte sono anche molto stanca, ma la stanchezza passa assolutamente in secondo piano. Ciò che invece resta è la pura soddisfazione personale.
Di solito ad un progetto complicato ne segue uno semplice, con l’unico obiettivo di rilassarmi e di recuperare energie e creatività, prima di dedicarmi ad una nuova sfida.
Sono certa che tu Tripy, da brava bambina curiosa, ti starai domandando perché ti sto parlando di questo. Te lo spiego subito.
L’”arte” del cucito mi sta insegnando che non c’è nulla di impossibile e che ciò che ad un primo sguardo sembra irrealizzabile, spesso non lo è, e la soluzione e dietro l’angolo, basta saperla cercare e volerla vedere.
Mai sottovalutare le proprie capacità personali.
Ricordatelo Tripy, questo ti sarà di grande aiuto nella vita.
E quando non saprai più come fare, quando esausta e scoraggiata (tutti lo siamo prima o poi nella vita, anche i più forti…), starai davvero pensando di arrenderti, mettiti davanti allo specchio, guardati e ripeti a te stessa un’unica grande certezza: tu ce la puoi fare!
Cucire mi rilassa, perdo la percezione del tempo che passa e non vorrei mai dover interrompere, non prima di aver portato a termine ciò a cui sto lavorando.
L’abbigliamento non è il mio forte e poi non potrei pensare di imbrigliare la mia creatività dietro ad un “banale” cartamodello ricalcato da un giornale.
Preferisco tendaggi, cuscini e copriletti e mi piace cimentarmi in progetti strani, ideati da me e spesso proprio per questo, più complicati.
Ogni volta di fronte ad un nuovo lavoro, penso e mi dico: “questa volta mi sa che hai esagerato! Cara Chiara, temo che difficilmente riuscirai a mettere in pratica la tua idea e penso proprio che sia di impossibile realizzazione!”
Ma io non sono abituata ad arrendermi e continuo a pensare a come poter superare gli ostacoli. Non cedo, non mollo e vado avanti con ostinazione e perseveranza.
E quando finalmente vedo il mio progetto finito, quando fra le mani ho l’oggetto prima immaginato e poi costruito da me, mi sento e sono estremamente soddisfatta!
Certo è vero, a volte sono anche molto stanca, ma la stanchezza passa assolutamente in secondo piano. Ciò che invece resta è la pura soddisfazione personale.
Di solito ad un progetto complicato ne segue uno semplice, con l’unico obiettivo di rilassarmi e di recuperare energie e creatività, prima di dedicarmi ad una nuova sfida.
Sono certa che tu Tripy, da brava bambina curiosa, ti starai domandando perché ti sto parlando di questo. Te lo spiego subito.
L’”arte” del cucito mi sta insegnando che non c’è nulla di impossibile e che ciò che ad un primo sguardo sembra irrealizzabile, spesso non lo è, e la soluzione e dietro l’angolo, basta saperla cercare e volerla vedere.
Mai sottovalutare le proprie capacità personali.
Ricordatelo Tripy, questo ti sarà di grande aiuto nella vita.
E quando non saprai più come fare, quando esausta e scoraggiata (tutti lo siamo prima o poi nella vita, anche i più forti…), starai davvero pensando di arrenderti, mettiti davanti allo specchio, guardati e ripeti a te stessa un’unica grande certezza: tu ce la puoi fare!
lunedì 2 agosto 2010
Donna
“In nessun altro periodo della sua vita, una donna si sente così donna come in gravidanza…”.
Questa è la frase che ho appena letto in un dépliant che pubblicizzava prodotti per la donna in gravidanza.
Ho subito pensato: ma che caz…volo dicono, io non mi sento più donna, anzi non credo di essermi mai sentita meno donna di adesso! Se voglio essere positiva dico che mi sento materna, in alternativa potrei dire che mi sento agile come una balena e goffa come un ippopotamo. Ma la “donna” è ben altro, è fascino, femminilità, leggerezza… certo, è vero, per qualcuno è anche sinonimo di morbidezza, ma fra linee morbide e palloni aerostatici c’è la sua bella differenza!
Questa è la frase che ho appena letto in un dépliant che pubblicizzava prodotti per la donna in gravidanza.
Ho subito pensato: ma che caz…volo dicono, io non mi sento più donna, anzi non credo di essermi mai sentita meno donna di adesso! Se voglio essere positiva dico che mi sento materna, in alternativa potrei dire che mi sento agile come una balena e goffa come un ippopotamo. Ma la “donna” è ben altro, è fascino, femminilità, leggerezza… certo, è vero, per qualcuno è anche sinonimo di morbidezza, ma fra linee morbide e palloni aerostatici c’è la sua bella differenza!
Il risveglio del lunedì
Il risveglio del lunedì mattina è sempre quello più traumatica di tutta la settimana. Caratterizzato da incomprensibili mugugni e sinistri brontolii, che sono l’evidente dimostrazione che non riesco proprio a rassegnarmi di fronte al fatto che ahimè, è solo lunedì.
Stamattina papino, stupito e forse allarmato dalla mia assenza di parole, (prima ne ha goduto i benefici…), mi ha chiesto spiegazioni sul mio insolito silenzio e, dopo averne saputo la ragione, mi ha domandato che cos’ha il lunedì di diverso dagli altri giorni.
Gli ho semplicemente risposto che è all’inizio della settimana. A quel punto lui ha voluto sapere che cos’ha la settimana di così terribile e io gli ho detto: “elementare, Watson!”, è troppo lunga!
Stamattina papino, stupito e forse allarmato dalla mia assenza di parole, (prima ne ha goduto i benefici…), mi ha chiesto spiegazioni sul mio insolito silenzio e, dopo averne saputo la ragione, mi ha domandato che cos’ha il lunedì di diverso dagli altri giorni.
Gli ho semplicemente risposto che è all’inizio della settimana. A quel punto lui ha voluto sapere che cos’ha la settimana di così terribile e io gli ho detto: “elementare, Watson!”, è troppo lunga!
domenica 1 agosto 2010
Chi ci capisce è decisamente bravo!
Ma sai che ho appena realizzato che secondo me mi sono riuscita ad incasinarmi per la seconda volta con i conteggi delle settimane di gravidanza? Qualche giorno fa ti ho scritto che eravamo nella 28esima settimana… impossibile, dato che nella 28esima ci siamo entrate venerdì scorso…
Boh guarda, chi ci capisce è decisamente bravo…
Boh guarda, chi ci capisce è decisamente bravo…
La sexy (?) pancera...
La caccia alla sexy pancera è finalmente terminata: dopo una lunga ed affannosa ricerca, sono lieta di comunicarti che l’abbiamo trovata.
L’oggetto in questione, che ti garantisco, di sexy non ha assolutamente nulla, dovrebbe servire a darmi un po’ di sollievo aiutandomi a sostenere il tuo peso.
Così, se ancora ci fosse stato in giro qualche essere umano di sesso maschile che osava vedermi come una donna, con un minimo di femminilità… ora non corro più questo rischio e il mio sex-appeal, qualora ce ne fosse rimasta traccia è decisamente scomparso nel nulla…
Dopo questa constatazione oggettiva, visto che anche il mio umore è colato a picco, ho provato a consolarmi facendo un po’ di shopping. Di solito, come ti ho detto, comprare cose per te mi esalta. Ma ora devo fare i conti con il terzo fattore di rischio. Come di cosa sto parlando? Se fino a ieri dovevo pensare a due variabili, ovvero 1) Come saranno le stagioni nei prossimi mesi 2) se sarai una bimba piccola o grande, ora con il rischio molto probabile che tu nasca prima del tempo, in ballo entra anche la variabile numero 3, ovvero: quanti mesi avrai in inverno o in primavera? Chi può dirlo…
Ecco, così proprio non ce la posso fare… Piccola guastafeste, sono tornata a casa a mani vuote (a parte la pancera, naturalmente...) sei riuscita ad inibirmi anche l’acquisto. Secondo me ti sei messa d’accordo con papino…
L’oggetto in questione, che ti garantisco, di sexy non ha assolutamente nulla, dovrebbe servire a darmi un po’ di sollievo aiutandomi a sostenere il tuo peso.
Così, se ancora ci fosse stato in giro qualche essere umano di sesso maschile che osava vedermi come una donna, con un minimo di femminilità… ora non corro più questo rischio e il mio sex-appeal, qualora ce ne fosse rimasta traccia è decisamente scomparso nel nulla…
Dopo questa constatazione oggettiva, visto che anche il mio umore è colato a picco, ho provato a consolarmi facendo un po’ di shopping. Di solito, come ti ho detto, comprare cose per te mi esalta. Ma ora devo fare i conti con il terzo fattore di rischio. Come di cosa sto parlando? Se fino a ieri dovevo pensare a due variabili, ovvero 1) Come saranno le stagioni nei prossimi mesi 2) se sarai una bimba piccola o grande, ora con il rischio molto probabile che tu nasca prima del tempo, in ballo entra anche la variabile numero 3, ovvero: quanti mesi avrai in inverno o in primavera? Chi può dirlo…
Ecco, così proprio non ce la posso fare… Piccola guastafeste, sono tornata a casa a mani vuote (a parte la pancera, naturalmente...) sei riuscita ad inibirmi anche l’acquisto. Secondo me ti sei messa d’accordo con papino…
Fatti più in là
Tu stai decisamente bene e su questo, finalmente e per fortuna, non ci sono più dubbi al momento. Dopo qualche giorno di tensione papà ed io abbiamo potuto tirare un bel sospiro di sollievo…
I miei dolori non dipendono dal fatto che vuoi uscire, come temevamo, ma sono causati solo ed esclusivamente dal fatto che sei grande, molto più grande. Un chilo e mezzo, ovvero un terzo in più rispetto alle normali tabelle di crescita. Le tue misure e il tuo peso fanno sicuramente sballare qualsiasi statistica e prospetto. C’è da dire che le tue dimensioni non influiscono minimamente sulla tua motilità e sulla tua agilità. Sei sempre agitatissima e ti fai posto a discapito del mio benessere e assolutamente noncurante delle buone maniere. Se il mio fegato è in mezzo e ti ostacola nelle tue piroette, che problema c’è? Un bel calcione e lo si sposta subito! Reni, milza, pancreas, intestino, vescica… con spinte, spallate, pugni e, se necessario, anche testate (chi ti avrà poi detto di dare testate…), qualsiasi organo si può fare più in là in modo che tu possa sentirti libera di stenderti, nuotare, stiracchiarti, ballare e saltare senza più ostacoli.
Ma sai che ti dico Tripy? Ora che so che tu che sei la nostra miniatura di gigante, stai bene, tutto è più sopportabile, anche i fastidi e i dolori. Poi non dire che non t.v.b.
I miei dolori non dipendono dal fatto che vuoi uscire, come temevamo, ma sono causati solo ed esclusivamente dal fatto che sei grande, molto più grande. Un chilo e mezzo, ovvero un terzo in più rispetto alle normali tabelle di crescita. Le tue misure e il tuo peso fanno sicuramente sballare qualsiasi statistica e prospetto. C’è da dire che le tue dimensioni non influiscono minimamente sulla tua motilità e sulla tua agilità. Sei sempre agitatissima e ti fai posto a discapito del mio benessere e assolutamente noncurante delle buone maniere. Se il mio fegato è in mezzo e ti ostacola nelle tue piroette, che problema c’è? Un bel calcione e lo si sposta subito! Reni, milza, pancreas, intestino, vescica… con spinte, spallate, pugni e, se necessario, anche testate (chi ti avrà poi detto di dare testate…), qualsiasi organo si può fare più in là in modo che tu possa sentirti libera di stenderti, nuotare, stiracchiarti, ballare e saltare senza più ostacoli.
Ma sai che ti dico Tripy? Ora che so che tu che sei la nostra miniatura di gigante, stai bene, tutto è più sopportabile, anche i fastidi e i dolori. Poi non dire che non t.v.b.
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