No Tripy, anche se il titolo può trarre in inganno, noi non siamo in vacanza e non stiamo nemmeno in procinto di andarci. Papino lavora: questa per lui è alta stagione e le nostre vacanze di solito sono a cavallo del periodo natalizio, quindi quest’anno le faremo, in tua compagnia.
Stamattina, dopo la classica colazione al bar che papà ed io ci concediamo di solito nel fine settimana, lui è andato a lavorare ed io mi sono messa ai fornelli.
Obiettivo: fare uno dei piatti preferiti di tuo padre: pasta “alla Norma”, ovvero con le mulignane (in italiano, melanzane…). In realtà ho preparato solo il sugo che però non potrà essere toccato fino a stasera, momento in cui è atteso il grande ritorno di “adomaniciao”, il mio “fratello adottivo” ritrovato.
Ammetto che mi fa un certo effetto e mi rende felice, cucinare sapendo che verrà a cena, finalmente, dopo tanto tempo… Credo che rivederlo qui, seduto a quello che da sempre è stato il suo posto a tavola, mi emozionerà molto.
Tu ancora Tripy non sai niente dell’amicizia e di quanto a volte sia duro riuscire a superare insieme gli inevitabili momenti di difficoltà che a volte capitano nella vita.
Però l’amicizia è importante Tripy, certo a volte può ferirti, ma tante altre è in grado di farti provare forti emozioni. Spero che tu riuscirai ad avere amicizie vere, non importa il numero, non devono essere necessariamente molte, ma l’importante è che siano dei punti fermi nella tua vita, è fondamentale che tu sappia sempre di avere delle persone su cui poter contare. Oltre a papino e mammina, naturalmente…
sabato 7 agosto 2010
venerdì 6 agosto 2010
Prove d'autunno
Siamo ad agosto, ma oggi si presenta come una tipica giornata autunnale: sta piovendo e la temperatura si è decisamente abbassata. Io mi sono messa i pantaloni lunghi, naturalmente modello premaman, con alta fascia elasticizzata in vita, la felpina, che naturalmente essendo un normale modello pre-gravidanza, resta sopra l’ombelico… e le scarpe da ginnastica che per fortuna non hanno subito varianti.
Ora sono pronta per andare all’Ikea, classica gita che ha intrinseco il tipico sapore di una giornata d’autunno e anche se fra qualche ora, molto probabilmente ci tufferemo di nuovo nel caldo sole estivo, nel frattempo assaporo e mi godo queste piacevoli ore di fresco.
Ora sono pronta per andare all’Ikea, classica gita che ha intrinseco il tipico sapore di una giornata d’autunno e anche se fra qualche ora, molto probabilmente ci tufferemo di nuovo nel caldo sole estivo, nel frattempo assaporo e mi godo queste piacevoli ore di fresco.
...ultima con il 20...
Eccoci giunte ad un importante traguardo. Ultima settimana con il 20, dalla prossima entriamo nel 30. E siamo in dirittura di arrivo… altro giro altra musica!
Teoricamente ora dovresti pesare poco più di un chilo, ma tu già la settimana scorsa pesavi intorno al chilo e mezzo, quindi direi che possiamo anche evitare di leggere le statistiche sul peso standard di un feto alla 29esima settimana. Quello che è certo è che se dovessi nascere adesso le tue probabilità di vita sarebbero intorno al 92%, direi rassicurante, anche se speriamo che tu non abbia ancora fretta di uscire.
In ogni caso la tua camerina è praticamente pronta!
Ma diamo uno sguardo più approfondito a quello che avviene dentro alla panci…ona…
La tua testa sta crescendo e il cervello, già dalla settimana scorsa ha iniziato uno sviluppo molto rapido. Anche i tuoi muscoli e i tuoi polmoni proseguono la loro formazione. Teoricamente, molto teoricamente… ora dovresti essere meno iperattiva (ma quando mai???), e non importa la quantità di cibo che mangio ma dovresti farmi sentire spesso affamata e stanca (questo è assolutamente verissimissimo!!!)
A questo punto, oltre alla sensibilità alla luce e al suono, hai perfettamente sviluppato una buona sensibilità anche al gusto e all’olfatto. Sei anche in grado di aprire gli occhi e di vedere tanto da girare la faccia verso una sorgente luminosa, ma la cosa più incredibile è che sei già in grado di piangere.
Se però una volta fuori vuoi evitare di darci prova di questa tua “abilità, papino ed io te ne saremmo infinitamente grati…
Teoricamente ora dovresti pesare poco più di un chilo, ma tu già la settimana scorsa pesavi intorno al chilo e mezzo, quindi direi che possiamo anche evitare di leggere le statistiche sul peso standard di un feto alla 29esima settimana. Quello che è certo è che se dovessi nascere adesso le tue probabilità di vita sarebbero intorno al 92%, direi rassicurante, anche se speriamo che tu non abbia ancora fretta di uscire.
In ogni caso la tua camerina è praticamente pronta!
Ma diamo uno sguardo più approfondito a quello che avviene dentro alla panci…ona…
La tua testa sta crescendo e il cervello, già dalla settimana scorsa ha iniziato uno sviluppo molto rapido. Anche i tuoi muscoli e i tuoi polmoni proseguono la loro formazione. Teoricamente, molto teoricamente… ora dovresti essere meno iperattiva (ma quando mai???), e non importa la quantità di cibo che mangio ma dovresti farmi sentire spesso affamata e stanca (questo è assolutamente verissimissimo!!!)
A questo punto, oltre alla sensibilità alla luce e al suono, hai perfettamente sviluppato una buona sensibilità anche al gusto e all’olfatto. Sei anche in grado di aprire gli occhi e di vedere tanto da girare la faccia verso una sorgente luminosa, ma la cosa più incredibile è che sei già in grado di piangere.
Se però una volta fuori vuoi evitare di darci prova di questa tua “abilità, papino ed io te ne saremmo infinitamente grati…
giovedì 5 agosto 2010
L'arrivo della nonna
L’arrivo di mia madre ogni volta ha su di me quello che io definisco l’effetto “esame di maturità”, o anche “giudizio universale”. Questo capita sempre, anche quando, come oggi, sono certa che lei non si aspetti di trovare la casa ordinata e pulita, ben sapendo che ultimamente non mi sto dedicando un granché alle faccende domestiche, e questo devo ammettere, non solo a causa delle mie limitazioni fisiche.
Fra un’oretta sarà qui e spero che la giornata prenda la giusta piega perché quando c’è di mezzo tua nonna non si può mai sapere…
Questa mattina dovrebbero venire anche a montare l’armadio in camera tua, così la tua camera, forse, e sottolineo, forse, smetterà di avere l’aspetto di un magazzino e comincerà ad assumere le sembianze di una stanza degna di un bambino.
Di certo almeno potrò mettere i tuoi vestiti e le tue cosine a posto nell’armadio e magari fare un inventario di ciò che hai e ciò che manca non sarebbe una cattiva idea, non credi anche tu Tripy?
Come giustamente dice tuo padre, fra due mesi potresti anche essere qui in carne ed ossa, non solo in calci e piroette e alla luce di questa constatazione oggettiva, io penso che sarebbe meglio prepararsi in maniera più utile e costruttiva al lieto evento.
Ciò detto, cambiamo argomento e parliamo piuttosto dell’incapacità di discutere che ultimamente mi caratterizza. Sempre più spesso ho la netta impressione di parlare una lingua sconosciuta a tutto il resto del mondo e mi sembra di capirmi solo io.
Dipende dalla gravidanza e dagli sbalzi ormonali? Non saprei Tripy, mi sembra una risposta troppo banale anche se, tutto sommato se così fosse, sarebbe di facile e rapida risoluzione e non andrebbe poi così male.
In ogni caso ci sono giorni, proprio come oggi, che vorrei staccare la spina del cervello, smettere di pensare, di farmi domande, di cercare risposte e di trovare soluzioni. Vorrei potermi trasformarmi in una betulla e starmene semplicemente piantata per terra, magari in un bel giardino, ad osservare il mondo che intorno a me continua a girare.
Perché queste sensazioni così di prima mattina?
Perché ho passato le ultime due sere a parlare/discutere con tuo padre, senza capirne nemmeno le ragioni, senza ottenere nessun risultato, senza nemmeno il piacere di fare la pace dopo.
Lui dice che quando torna a casa la sera, gli trasmetto l’immagine di una persona infelice ed annoiata e che il suo arrivo non sembra migliorare il mio stato d’animo.
Io invece non vedo l’ora di sentire Heidi che piagnucola presagendo il suo imminente arrivo e odio il lunedì, proprio perché ci tiene troppo lontani fino al week end successivo…
Amo tuo padre Tripy e spesso le mie paure su come saranno le cose dopo il tuo arrivo, derivano proprio dal fatto che ho paura di perderci ed è l’ultima cosa che voglio.
Vuoi sapere una cosa che mi fa anche un po’ sorridere? Sono un po’ gelosa se ti penso fra le sue braccia, se immagino i suoi pensieri dedicati a te, le sue attenzioni indirizzate sempre a te, ma sono gelosa di lui, non di te…
Amo tuo padre Tripy e mi sento impotente di fronte alla mia incapacità di dimostrarglielo. L’idea di essere riuscita in questi mesi, con i miei sbalzi di umore, con i miei malesseri, con le mie angosce e le mie paure, a trasmettergli un’immagine così diversa di me e della mia vita, questa consapevolezza sì, mi rattrista profondamente.
Vorrei poter avere un canale preferenziale per comunicare con lui e pensavo di averlo, ma ho scoperto che purtroppo non è così.
Ma c’è una cosa che so che gli arriva dritta al cuore, scavalcando le sue barriere, distruggendo le mie ansie e i suoi timori: è la musica, sono le canzoni.
Vorrei dedicargli le parole di una canzone che mi sono venute subito in mente stamattina, quando svegliandomi ho visto la sua espressione un po’ più seria e stanca del solito.
Certo non è Bruce Springsteen, ma l’immagine è perfetta per spiegare come mi sento…
“vorrei difendere questo momento
e penso di sentirmi confusa e felice
penso di sentirmi confusa e felice
e penso di sentirmi...
sai benissimo che sto tremando e non c'è freddo
e sono vittima di questa gioia immensa
sai benissimo che nulla può scalfirci adesso
è così fragile il mondo che ci aspetta, che ci spaventa”
Carmen Consoli, “Confusa e felice”.
Così mi sento: confusa e felice… per favore, diglielo tu a papino Tripy.
Fra un’oretta sarà qui e spero che la giornata prenda la giusta piega perché quando c’è di mezzo tua nonna non si può mai sapere…
Questa mattina dovrebbero venire anche a montare l’armadio in camera tua, così la tua camera, forse, e sottolineo, forse, smetterà di avere l’aspetto di un magazzino e comincerà ad assumere le sembianze di una stanza degna di un bambino.
Di certo almeno potrò mettere i tuoi vestiti e le tue cosine a posto nell’armadio e magari fare un inventario di ciò che hai e ciò che manca non sarebbe una cattiva idea, non credi anche tu Tripy?
Come giustamente dice tuo padre, fra due mesi potresti anche essere qui in carne ed ossa, non solo in calci e piroette e alla luce di questa constatazione oggettiva, io penso che sarebbe meglio prepararsi in maniera più utile e costruttiva al lieto evento.
Ciò detto, cambiamo argomento e parliamo piuttosto dell’incapacità di discutere che ultimamente mi caratterizza. Sempre più spesso ho la netta impressione di parlare una lingua sconosciuta a tutto il resto del mondo e mi sembra di capirmi solo io.
Dipende dalla gravidanza e dagli sbalzi ormonali? Non saprei Tripy, mi sembra una risposta troppo banale anche se, tutto sommato se così fosse, sarebbe di facile e rapida risoluzione e non andrebbe poi così male.
In ogni caso ci sono giorni, proprio come oggi, che vorrei staccare la spina del cervello, smettere di pensare, di farmi domande, di cercare risposte e di trovare soluzioni. Vorrei potermi trasformarmi in una betulla e starmene semplicemente piantata per terra, magari in un bel giardino, ad osservare il mondo che intorno a me continua a girare.
Perché queste sensazioni così di prima mattina?
Perché ho passato le ultime due sere a parlare/discutere con tuo padre, senza capirne nemmeno le ragioni, senza ottenere nessun risultato, senza nemmeno il piacere di fare la pace dopo.
Lui dice che quando torna a casa la sera, gli trasmetto l’immagine di una persona infelice ed annoiata e che il suo arrivo non sembra migliorare il mio stato d’animo.
Io invece non vedo l’ora di sentire Heidi che piagnucola presagendo il suo imminente arrivo e odio il lunedì, proprio perché ci tiene troppo lontani fino al week end successivo…
Amo tuo padre Tripy e spesso le mie paure su come saranno le cose dopo il tuo arrivo, derivano proprio dal fatto che ho paura di perderci ed è l’ultima cosa che voglio.
Vuoi sapere una cosa che mi fa anche un po’ sorridere? Sono un po’ gelosa se ti penso fra le sue braccia, se immagino i suoi pensieri dedicati a te, le sue attenzioni indirizzate sempre a te, ma sono gelosa di lui, non di te…
Amo tuo padre Tripy e mi sento impotente di fronte alla mia incapacità di dimostrarglielo. L’idea di essere riuscita in questi mesi, con i miei sbalzi di umore, con i miei malesseri, con le mie angosce e le mie paure, a trasmettergli un’immagine così diversa di me e della mia vita, questa consapevolezza sì, mi rattrista profondamente.
Vorrei poter avere un canale preferenziale per comunicare con lui e pensavo di averlo, ma ho scoperto che purtroppo non è così.
Ma c’è una cosa che so che gli arriva dritta al cuore, scavalcando le sue barriere, distruggendo le mie ansie e i suoi timori: è la musica, sono le canzoni.
Vorrei dedicargli le parole di una canzone che mi sono venute subito in mente stamattina, quando svegliandomi ho visto la sua espressione un po’ più seria e stanca del solito.
Certo non è Bruce Springsteen, ma l’immagine è perfetta per spiegare come mi sento…
“vorrei difendere questo momento
e penso di sentirmi confusa e felice
penso di sentirmi confusa e felice
e penso di sentirmi...
sai benissimo che sto tremando e non c'è freddo
e sono vittima di questa gioia immensa
sai benissimo che nulla può scalfirci adesso
è così fragile il mondo che ci aspetta, che ci spaventa”
Carmen Consoli, “Confusa e felice”.
Così mi sento: confusa e felice… per favore, diglielo tu a papino Tripy.
mercoledì 4 agosto 2010
Castagne all'aroma di hot dog
Ero sotto il pioppo in compagnia di Jacqueline e mentre guardavo Heidi che giocava con il suo amico Chicco, rinfrescata da una piacevole brezza, mi sono improvvisamente tornate in mente le disgustose castagne all’aroma di hot dog che ho mangiato a gennaio a New York. Ripensandoci ora mi sembra di ricordarle buonissime, ma so che non è così, è solo che con il tempo restano i bei ricordi e si affievoliscono le sensazioni spiacevoli.
Certe volte ritorno con il pensiero a quel viaggio a New York e non mi sembra ancora reale il fatto di esserci stata davvero. I grattacieli, Central Park, il freddo tagliente, tutto sembra un sogno, tutto sembra lontano anni luce da ora, da qui.
Mi auguro che tu veda l’America Tripy, mi auguro che tu la viva e che tu sia un’insaziabile amante dei viaggi.
Viaggiare insegna e apre la mente più di qualsiasi altra esperienza.
Certe volte ritorno con il pensiero a quel viaggio a New York e non mi sembra ancora reale il fatto di esserci stata davvero. I grattacieli, Central Park, il freddo tagliente, tutto sembra un sogno, tutto sembra lontano anni luce da ora, da qui.
Mi auguro che tu veda l’America Tripy, mi auguro che tu la viva e che tu sia un’insaziabile amante dei viaggi.
Viaggiare insegna e apre la mente più di qualsiasi altra esperienza.
“Cacao” mentale
In spagnolo la parola “cacao” oltre al classico significato, può servire anche per indicare uno stato confusionale quindi, con l’espressione “cacao” mentale, intendo dire caos mentale.
Ecco Tripy , il titolo del post indica come mi sento e la domanda è se tu da lì dentro hai la più pallida idea di cosa passi nella testa della tua mamma…
Forse tu, con le tue piccole manine, puoi riuscire a sbrogliare l’incredibile matassa di pensieri che giace confusamente aggrovigliata nella mia mente.
Io non ci capisco davvero più nulla… passo dal bianco al nero per tornare di nuovo dal nero al bianco in pochi istanti, soffermandomi sulle svariate sfumature di grigio intermedie…
Certe volte mi sembra di stare in altalena… e invece forse più che altro mi servirebbe fare un giro sulla ruota panoramica, per vedere dall’alto il panorama e godere di un punto di osservazione privilegiato.
Peccato solo che io soffra di vertigini…
Ecco Tripy , il titolo del post indica come mi sento e la domanda è se tu da lì dentro hai la più pallida idea di cosa passi nella testa della tua mamma…
Forse tu, con le tue piccole manine, puoi riuscire a sbrogliare l’incredibile matassa di pensieri che giace confusamente aggrovigliata nella mia mente.
Io non ci capisco davvero più nulla… passo dal bianco al nero per tornare di nuovo dal nero al bianco in pochi istanti, soffermandomi sulle svariate sfumature di grigio intermedie…
Certe volte mi sembra di stare in altalena… e invece forse più che altro mi servirebbe fare un giro sulla ruota panoramica, per vedere dall’alto il panorama e godere di un punto di osservazione privilegiato.
Peccato solo che io soffra di vertigini…
Aggiornamenti dal "piccolo grande despota"
Doveva essere la prima settimana di marzo quando ti ho parlato per la prima volta del “piccolo grande despota”.
I mesi sono passati e lui naturalmente è cresciuto, ma purtroppo le sue urla snervanti e isteriche sono rimaste costanti, non sono svanite, non sono per nulla cambiate.
Lo sento spesso con il suo pianto fastidioso e insistente che non si rassegna, che non si calma, nemmeno con i “cucù” della povera madre che cerca di tranquillizzarlo così come può, senza ottenere il benché minimo risultato.
Questo esemplare di bambino ovviamente mi lascia perplessa, le sue urla a volte mi terrorizzano e altre mi innervosiscono, gli inutili “cucù” della madre, sono insopportabili almeno quasi quanto quel pianto.
Ecco, quando sono spettatrice e vittima di questi lamenti, mi fermo a pensare e mi domando se capiterà anche a noi, se anche tu sarai come lui, se anche io avrò la pazienza di quella madre, se mi lascerò fagocitare a 360 gradi da te, con pazienza e rassegnazione, se mi ridurrò a farti “cucù” per un’ora ininterrottamente, nella speranza di godere di qualche attimo di meritato silenzio.
Spesso mi chiedo che madre sarò, ma ci sono giorni in cui mi domando che figlia sarai tu.
Ma questo è il momento dei dubbi irrisolti e non ci sono risposte chiarificatrici.
Quindi mi siedo pazientemente qui, sulla riva del fiume e aspetto, aspetto che passino questi due mesi, forse due mesi e mezzo, che ci separano dalla tua nascita, anche se nella mia mente continuo a pensare, erroneamente, che siano tre mesi, forse per prendere altro tempo… e avere più tempo per prepararmi a quel che sarà.
I mesi sono passati e lui naturalmente è cresciuto, ma purtroppo le sue urla snervanti e isteriche sono rimaste costanti, non sono svanite, non sono per nulla cambiate.
Lo sento spesso con il suo pianto fastidioso e insistente che non si rassegna, che non si calma, nemmeno con i “cucù” della povera madre che cerca di tranquillizzarlo così come può, senza ottenere il benché minimo risultato.
Questo esemplare di bambino ovviamente mi lascia perplessa, le sue urla a volte mi terrorizzano e altre mi innervosiscono, gli inutili “cucù” della madre, sono insopportabili almeno quasi quanto quel pianto.
Ecco, quando sono spettatrice e vittima di questi lamenti, mi fermo a pensare e mi domando se capiterà anche a noi, se anche tu sarai come lui, se anche io avrò la pazienza di quella madre, se mi lascerò fagocitare a 360 gradi da te, con pazienza e rassegnazione, se mi ridurrò a farti “cucù” per un’ora ininterrottamente, nella speranza di godere di qualche attimo di meritato silenzio.
Spesso mi chiedo che madre sarò, ma ci sono giorni in cui mi domando che figlia sarai tu.
Ma questo è il momento dei dubbi irrisolti e non ci sono risposte chiarificatrici.
Quindi mi siedo pazientemente qui, sulla riva del fiume e aspetto, aspetto che passino questi due mesi, forse due mesi e mezzo, che ci separano dalla tua nascita, anche se nella mia mente continuo a pensare, erroneamente, che siano tre mesi, forse per prendere altro tempo… e avere più tempo per prepararmi a quel che sarà.
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