sabato 31 luglio 2010

Voci

Dicono che un bambino appena nato, oltre alla voce della madre, riconosce come familiare anche quella del padre. Questo però non sarà il tuo caso. Tuo padre parla davvero poco. Al massimo potrai riconoscere i suoi silenzi.

venerdì 30 luglio 2010

Crampi e capriole

Una notte, quella appena finita, che mi resterà in mente per un po’ di tempo: caratterizzata dai miei crampi e dalle tue capriole. A completare il quadro delle 3 “C” mancano all’appello solo le contrazioni, che per fortuna però non sono arrivate!
Spero che almeno tu ti sia divertita perché ti assicuro che per me non è stato affatto piacevole. Ho i polpacci ancora entrambi indolenziti e nel tentativo di andare in bagno, mi sono subito resa conto che ora ho un motivo in più per fare fatica a camminare…
Per complicarmi la vita non bastava la tua assurda ostinazione a rimanere abbarbicata al mio intestino, naturalmente stra-pieno!
Se davvero non ti volessi bene, credimi che sarei proprio arrabbiata con te!
A quasnto pare non sono l’unica a volerti bene… Hai visto zia Yle quanti bei regali ti ha portato? Zia Yle è proprio tutta matta e se prima avevamo solo il dubbio, ora ne abbiamo le prove tangibili…

giovedì 29 luglio 2010

Sono solo coincidenze!

Una visita imprevista fissata per un sabato mattina.
Un ambulatorio che non è il solito e che mi ricorda brutti momenti.
Papà che è lontano per lavoro.
Le ore dell’attesa che mi sembrano non finire mai.
Un aereo che lo deve riportare a casa.
Cerco di stare tranquilla, di non pensarci e continuo a chiamarle coincidenze, anche se la parola presagio serpeggia nella mia mente.

Un sacco a pelo in miniatura

Credo di non sbagliare dicendo che non c’è niente di più divertente e rilassante, per una futura mamma, che dedicarsi agli acquisti e ai preparativi per l’arrivo del bebè.
Io questa frase l’ho presa e interpretata al meglio, facendola diventare il mio nuovo stile di vita in questi ultimi mesi. Anche nei momenti più bui, quando il vomito, e soprattutto la nausea, non mi davano tregua, trovavo sollievo nel comprare pigiamini, tutine, scarpine, vestitini, guantini, nel preparare copertine, lenzuolina… tutto ino/ina, rigorosamente mignon e in perfetto stile baby.
Mano a mano che compravo e facevo le cosine per te, le mettevo in una cassettiera, anche quella micro, in quella che sarà e già di fatto è la tua camera.
Poi a poco a poco i cassetti della cassettiera hanno cominciato a riempirsi e non riuscivo più a chiuderli, la roba dentro “svagliava” (termine dialettale, credo, per indicare che lo spazio è ristretto e il contenuto fuoriesce) e, in attesa del tanto anelato e necessario armadio, io ho iniziato a spargere in giro per la stanza sacchetti contenenti le piccole cose per te. Ora sinceramente faccio fatica a ricordare che contengono i cassetti e i sacchetti… Ricordo alcune cose, come la tutina made en England a forma di Winny the Pooh che ti ha portato “zia” Jacky la prima volta che è stata in Inghilterra o il tuo primo vestitino sempre made en England e regalato sempre da “zia” Jacky. Ricordo bene una micro-cuffietta e alcune tutine talmente piccole che ancora mi chiedo se ci starai…
Ma c’è una cosa che nemmeno volendo potrei dimenticare, è un acquisto recente, risale a pochi giorni fa. Un fantastico sacco-passeggio taglia 3/6 mesi al quale davvero non ho saputo resistere. È talmente morbido e soffice che sembra già che dentro ci sia tu. Ogni tanto lo guardo, lo tocco e mi sembra di accarezzarti…
Papà mi prende in giro… dice che è assurdo comprare un “oggetto” tanto invernale a metà luglio. Ma io ho cercato di spiegargli che ora ci sono i saldi e in ottobre no!
L’altro giorno faceva lo spiritoso e suggeriva di comprarti un automobile… tanto dice, prima o poi ti servirà… Spiritoooso!
Però mi ha assecondata, c’era anche lui quando mi sono abbracciata la tutina vuota dentro al negozio, anzi, ora che ci penso, è stato proprio lui a vederla per primo e a farmela vedere.
Una cosa è certa, il sacco a pelo in miniatura è già tuo ed è venuto a casa con noi e mentre io sono più tranquilla, sapendo che potrai affrontare anche il freddo inverno, papino si burla di me ripetendomi che se nascerai prima del tempo… anche il sacco a pelo sarà fuori taglia. Per fortuna che la prende a ridere…

Che sta succedendo?

Da alcuni giorni il mio stato di salute è decisamente cambiato, in peggio.
Sento un gran peso in fondo alla pancia, un dolore costante, soprattutto a sinistra, trovo sollievo solo distesa e camminare, anche fare pochi passi, è diventato un vero tormento.
Naturalmente ho tempestivamente telefonato alla mia ginecologa che mi ha detto di stare tranquilla perché il fatto che ti muovi (e ti muovi!) è un chiaro segno che stai bene. Ma come diavolo faccio a stare tranquilla se non so cosa realmente sta succedendo lì dentro? Ti sei solo messa in una posizione per me scomoda e dolorosa oppure stai sinceramente pensando di uscire prima del tempo e sei alla ricerca della scritta “salida” (n.d.a. uscita in spagnolo…)?
Tripy, ascolta la mamma, non fare caz…volate (soprattutto ora che non c’è papino…), è davvero troppo presto, tu hai ancora bisogno di restare lì dentro e di crescere un altro pochino. Non temere, il mondo qui fuori non scappa e ti aspetta, cambierà solo la stagione. A proposito di stagione, se tu decidessi di nascere adesso, sarebbe un vero guaio, noi non ti abbiamo preparato niente di estivo!
Non vorrai mica che ti compriamo un guardaroba nuovo, vero Tripy?

mercoledì 28 luglio 2010

Non sarò una super-mamma

Ciao Tripy,
papà è partito e noi, femmine di casa, tu, io ed Heidi, siamo rimaste sole.
Abbiamo tre lunghi giorni davanti da riempire un po’ come vogliamo.
Per ora mi sono dedicata a cucire un po’, ma senza esagerare, visto il costante mal di pancia che mi rende piuttosto distratta e goffa.
E poi poco fa, quando ho deciso di aprire il p.c., ho trovato un commento al mio post di ieri e mi ha dato modo di riflettere. Mi fanno sempre piacere i commenti, sono un valido spunto per fermare i pensieri e per farsi delle domande. E così, dopo aver letto ciò che “anonimo” mi ha scritto, mi sono chiesta per l’ennesima volta che madre sarò.
Purtroppo per te Tripy, non avrai una super-mamma. Questo è bene che tu lo sappia fina da ora. Non sono e non diventerò perfetta. Farò degli errori, non so quali, naturalmente ma sono certa che ne farò, forse anche più gravi di quelli che ho subito da mia madre, ma spero di continuare a riuscire sempre a mettermi in discussione e quando sarà il caso spero di poterti dire “mi dispiace, ho sbagliato”.
A volte basta poco e sono sufficienti 4 parole per riavvicinare le persone.
Ho molti timori su che madre sarò, e tu lo sai bene, te l’ho scritto in molti post e tante volte in questi quasi mesi che abbiamo condiviso, ti ho parlato a “quattro occhi”, chiedendoti consigli e aiuti.
Non lo so che madre sarò, ma so che madre cercherò di non essere.
Non simulerò infarti che non ci sono per farti vivere la paura e il senso di colpa.
Non ti impedirò di provare ad allontanarti sui tuoi piedi, facendoti credere che il mondo fuori è terribile e che solo con la mamma puoi essere al sicuro.
Non ti obbligherò ad essere ciò che io vorrei che tu fossi, a discapito della tua felicità.
Se farò anche solo una di queste cose Tripy, scappa, allontanati, fuggi da me, metti tanti kilometri e vivi la tua vita. Non permettere che nessuno, nemmeno tua madre, ti tarpi le ali. Non lasciare che qualcuno ti impedisca anche di sognare.
Sogna e lotta Tripy, per realizzare ciò in cui credi, solo così sarai felice e la tua felicità viene prima di ogni altra cosa.
Ti voglio bene.
P.s. Un bacio a Papà che sta volando verso la sua città preferita e che ci manca tanto.

martedì 27 luglio 2010

Meglio soli che male accompagnati

Sono stesa sul divano che cerco di rilassarmi mentre guardo la mia pancia che spinta da te sobbalza. Tu sei molto agitata, io sono molto stressata, ma non sentirti in colpa, non dipende da te, non solo almeno.
Come molte altre volte il “merito” di questo mio stato d’animo è di tua nonna materna. Non sopporto davvero più certi suoi atteggiamenti consolidati e ripetuti: le sue tragedie, le sue opere messe in scena con l’obiettivo di risvegliare i sensi di colpa e la compassione in chi ascolta. Non capisce quando non è il momento, quando è ora di fare basta e di chiudere il sipario. Non riesce davvero a capire che il teatrino è finito, che io non sono più una marionetta nelle sue mani e che quei fili che mi legavano a lei e alla mia famiglia di origine in maniera malsana sono stati spezzati già molto tempo fa.
Non capisce che i figli non sono si fanno per avere assistenza da anziani.
Io spero che tu Tripy cresca autonoma, indipendente e realizzata.
Farò il possibile per trasmetterti tutto questo e soprattutto per non ripetere con te gli stessi errori che mia madre ha fatto con me.
Ultimamente con lei non riesco più a parlare, le incomprensioni sono sempre più frequenti, le discussioni sempre più aspre.
Oramai non ci vediamo da quasi un mese e tutto perché io, figlia ingrata e degenere, visto il caldo e la pancia, ho pensato che fosse il caso di smettere di fare la pendolare Igea-Ravenna e ritorno, almeno una volta alla settimana. Lei naturalmente non si è mossa perché devi sapere Tripy che d’inverno è troppo freddo, e d’estate è troppo caldo, in primavera c’è troppa gente in giro e in autunno i treni cominciano ad essere intasati dagli studenti… Insomma c’è sempre una buona ragione affinché sia solo io quella che si muove per andarli a trovare e mai loro a fare il contrario… Questa volta però, dopo che le ho fatto notare che la distanza Igea-Ravenna è assolutamente identica a quella Ravenna-Igea, se non altro per salvare le apparenze, ha deciso che forse poteva anche farmi la gentile concessione di muovere il suo culo e di venirmi a trovare. Naturalmente mio padre, tuo nonno, sarebbe rimasto a casa, sai com’è un cane è molto più importante di una figlia incinta…
Sai che c’è Tripy? Dopo che è riuscita a farmi arrabbiare per l’ennesima volta, le ho chiaramente detto di starsene a casa sua perché noi abbiamo bisogno di stare tranquille e lei sembra divertirsi a creare tensioni. Se deve venire qui per rinfacciarmi per l’ennesima volta che non sono la figlia che avrebbe voluto, con l’unico obiettivo di sfogarsi e per vomitarmi addosso la sua rabbia e la sua insoddisfazione per la vita che si è costruita, allora è meglio che mi stia alla larga, perché il mio nuovo motto è: meglio soli che male accompagnati!