Ciao Tripy, sai, oggi vorrei spegnere il cervello e smettere di pensare.
Questi ultimi sei mesi, ancora prima del tuo arrivo, perciò non solo a causa tua, sono stati molto pesanti e faticosi. Mi sono sembrati quasi più lunghi e ritornando indietro con la mente, mi sembra che siano passati molto più di sei mesi.
Sono successe e cambiate tante cose e tu Tripy, sai bene quanto la tua mamma faccia fatica ad abituarsi ai cambiamenti.
Per me è ancora difficile credere che tu veramente ci sei, che io diventerò davvero mamma: anche questi sono cambiamenti, sebbene desiderati e cercati, e anche questi stentano ad entrarmi in testa.
Forse è per questo che ho voluto sapere se eri maschio o femmina, che ti ho comprato tutine e magliette, per renderti più reale, per materializzarti.
Io vedo la mia panciotta rotonda, ma non mi sembra molto più grande da quella che avevo prima di rimanere incinta, forse è diversa come forma ma le dimensioni non sono poi così diverse. Non ti sento muovere, del resto è ancora piuttosto presto, ma stento ad immaginare che nel mio corpo ora, oltre al mio cuore ce n’è un altro che batte.
Forse sono solo frastornata e confusa dall’alternarsi di notizie brutte e belle, dall’altalena di emozioni e sentimenti che hanno caratterizzato questo ultimo lungo periodo della vita di tuo padre e mia.
Ecco Tripy, io sono proprio in mezzo a questo caos, a volte felice e altre triste, a volte preoccupata e altre tranquilla, a volte convinta e altre incredula e in tutto ciò proprio non riesco a smettere di pensare, non riesco a spegnere il cervello.
Ora che ci penso, forse nel mio non c’è il tasto “off”!
Tripy, tu che sei ancora in tempo, mi raccomando, nel tuo non dimenticare di inserire il tasto “off”, credimi che in alcuni momenti si rivela un dettaglio davvero fondamentale!!!
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