Ciao Tripy,
eccoci finire il quarto mese e cominciare il quinto.
Io ho iniziato vomitando, cosa che non succedeva da tempo, e tu?
Come sempre non ho la più la più pallida idea di come stai, di cosa fai… di cosa pensi, se pensi qualcosa.
Probabilmente no, e forse è meglio così. Non so cosa potresti pensare tu guardando il mondo da lì dentro…
Oggi ho deciso di mettere un po’ d’ordine e così ho aperto un mobile e ho cominciato a tirare fuori un sacco di cose di cui non ricordavo nemmeno l’esistenza.
È incredibile la mia capacità di accumulare e conservare oggetti inutili, pezzi di carta, ricordi di vita.
In questo aspetto assomiglio terribilmente ed inequivocabilmente a mia madre.
Spero che tu sarai molto diversa da me, spero che riuscirai a sbarazzarti di inutili fardelli per lasciare il posto al nuovo, per tenere le porte aperte sul futuro.
Sai Tripy, quando penso a te vorrei solo il meglio.
Mi rendo conto che vorrei per te il futuro che desideri.
Quante preoccupazioni, quante ansie Tripy quando penso al tuo futuro, a ciò che ti aspetta qui fuori.
Vorrei poterti preservare da tante sofferenze, vorrei proteggerti da ciò che può ferirti, vorrei regalarti i tuoi sogni e i tuoi desideri.
Mi basterebbe saperti felice, avere la certezza che regalarti la vita sia stato un dono e non un capriccio.
Con queste speranze, con questi desideri, ma anche con queste preoccupazioni e con queste paure oggi entriamo nel quinto mese, e proseguiamo insieme questo viaggio, che non sappiamo ancora dove ci porterà.
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